BIOGRAFIA

...udrò la mia voce vera

forse a compimento

di tutte le lingue che parlai

per comporre, in migliaia di soli,

la mia semplice eterna Sostanza.* (Carlo Gentile).



Carlo Gentile (Foggia, 1920 - 1984), filosofo, storico ed educatore, è stato professore di storia e filosofia presso il Liceo-Ginnasio Statale "Vincenzo Lanza" di Foggia ed è stato partecipe di una pluralità di esperienze e di interessi culturali ed umani sempre pervasi dagli ideali di fratellanza, tolleranza e non violenza.

Laureatosi in Filosofia a Napoli alla scuola di Antonio Aliotta, Carlo Gentile coniugò lo sperimentalismo spiritualistico del filosofo palermitano con il magistero di Giuseppe Rensi, lo "scettico credente", la cui espressione, "Atomi e Vuoto e il Divino in me", costituì il segno stigmatizzante del suo leit-motiv esistenziale.

Maturò queste sue istanze di natura religiosa ed evangelica anche dalla vicinanza e dalla collaborazione con Ernesto Buonaiuti, Aldo Capitini e Danilo Dolci, ed in occasione del Terzo Congresso Nazionale per una Riforma Religiosa, tenutosi a Roma nell'ottobre del 1950, sostenne la necessità della indizione di una "giornata della pietà universale" consacrata alla "preghiera per il dolore di tutte le creature": un tale rito, "incarnando la volontà di bene degli esseri e l'aspirazione ad una libertà integrale della vita, attraverso l'altruismo, abbraccerebbe non solo gli uomini di fede diversa, ma pure gli uomini senza alcuna convinzione religiosa".

Questa visione unitaria dei problemi della vita degli uomini e del cosmo gli derivava dal patrimonio sapienzale della Massoneria, alla quale aveva aderito nel 1945, seguendo la tradizione familiare. In qualità di Oratore, infatti, il padre Francesco, nel 1922, stese il documento di adesione della Loggia “Daunia” (la prima delle Puglie) al “Movimento di Redenzione” per la unità massonica nazionale, mentre lo zio Carlo Irace fu Maestro Venerabile e rappresentò la Regione nella Serenissima Gran Loggia d'Italia (periodico “La Fenice”) fino al 1925.

Iniziato nella Loggia "Pietro Giannone" di Foggia, Carlo Gentile assunse la Massoneria, scrisse il Gran Maestro Gustavo Raffi, "come impegno etico categorico per perseguire la ricerca della verità" e propugnare la tolleranza, il rispetto di sé e degli altri, la libertà di coscienza e di pensiero. Egli nulla escludeva dalla possibilità di essere elemento illuminante del suo cammino, convinto della importanza, tutta massonica e "martinista" (Gentile fu anche Superiore Incognito e poi Gran Maestro dell'Ordine Martinista, col nome iniziatico di Antelius), "dell'armonizzarsi delle varie possibili forme spirituali in una coesistenza di reciproca illuminante comprensione".

Quando Carlo Gentile viene iniziato, la Massoneria stava rinascendo dopo venti anni di persecuzione. Egli sapeva, però, che se l'Istituzione voleva tornare ad essere punto di riferimento nella ricostruzione culturale ed etica del Paese, doveva farlo recuperando la propria storia. Perciò si spese con convinzione nella ricerca filosofica ed esoterica "partendo dal riesame della storia del pensiero massonico e della storia della Massoneria"(A.A.Mola). Di qui l'attenzione a figure importanti del Risorgimento, come Mazzini e Garibaldi, ma anche le ricerche sui martiri del libero pensiero, come Giordano Bruno, e su figure "dimenticate" dalla storiografia, da Luigi Zuppetta a Giuseppe Ricciardi (lo studio sul deputato che nel 1869 indisse a Napoli il primo Anticoncilio fu tanto apprezzato da Tommaso Fiore che annoverò Gentile tra i "formiconi" di Puglia), da Giuseppe Libertini a Francesco S. Salfi.

E con l'indagine storica, l'esegesi esoterica. Considerato uno dei massimi studiosi contemporanei di esoterismo ("l'esoterismo - scriveva - possiede idee madri che sono presenti nello spirito umano e nella speculazione filosofica, oltre che nel campo artistico"), ha indagato sui contenuti simbolici in D'Annunzio, Pascoli, Swinburne, Mozart e Wagner. Per gli originali studi mitologici comparati, come il Prontuario delle forme della Mitologia Americana, fu presentato alla Radio di Montevideo e partecipò alla "World university round table" di Tucson (California).

I suoi studi e l'instancabile lavoro profuso all'interno dell'Istituzione, gli meritarono nel 1965 l'Ordine di Giordano Bruno e nel 1968 il massimo grado del Rito Scozzese. Dal 1966 ricoprì importanti incarichi nella Giunta del Grande Oriente d'Italia, dapprima Gran Sorvegliante, poi Grande Oratore, Gran Maestro Aggiunto. Nel 1979 venne eletto Gran Maestro Onorario. Fu anche Maestro dell'Arco Reale.

Carlo Gentile visse questi suoi ideali anche nell'impegno civile quotidiano: partecipò in prima linea alla battaglia per l'istituzione della Repubblica; si batté contro l'abrogazione della legge sul divorzio; fu membro della Lega Internazionale per i Diritti dell'Uomo, aderì ad Amnesty International e fu protagonista di innumerevoli iniziative di promozione della solidarietà e di tutela di ogni forma di vita (lottò per la protezione degli animali e contro la vivisezione e fu l'iniziatore della campagna a favore della donazione di organi a scopo di trapianto, tanto che il Gruppo AIDO di Foggia è a lui intitolato).

Il suo operato politico fu improntato al rigore morale: repubblicano da sempre, fu chiamato dal suo partito a far parte del Collegio Nazionale dei Probiviri.

Fu anche membro di numerose istituzioni culturali: Società Dauna di Cultura, Società di Storia Patria, Società di Storia del Risorgimento. Fu, inoltre, socio "Honoris causa" della "Columbia Academy Saint Louis" (USA), socio corrispondente dell'Accademia tiberina d'Italia e fu Ispettore bibliografico onorario per la città di Foggia.

Tutte le pubblicazioni, le testimonianze, gli echi, i percorsi culturali di tante iniziative e studi intrapresi da Carlo Gentile sono conservati nella Biblioteca Provinciale di Foggia.



* Da Cielo, antica patria (Nuove esperienze liriche,1965)